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Finalmente domenica

Ho mal di testa, male di schiena, male alle gambe, piove e questo sarà quello che i miei occhi vedranno oggi.

Finalmente domenica!

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Apache Derby

Bello quando le cose funzionano e funzionano subito! Con il JDK6 viene distribuito (ma da quale update? Booh! Io me lo sono installato, JDK6 o non JDK6…) anche JavaDB, che altro non sarebbe che Apache Derby, un motore DB pure Java. Lo sto provando perché non si sa mai. Le applicazioni client che sto gestendo tendono a salvare le informazioni in maniera piuttosto casuale. Properties, xml, semini, briciole di pane… troppi.

Ora, Derby è molto smart, easy. Può partire nella stessa VM dell’applicazione, oppure fatta partire in una VM a parte. Tutte cose molto comode ed utili. Insomma… funziona, e funziona subito!

Quello che sto cercando di fare, invece, sarebbe far partire il server all’interno di una delle applicazioni client e tenerlo attivo fino a che tutte le applicazioni client son state chiuse. In pratica, il primo che parte fa uno startup del servizio:

    NetworkServerControl server = new NetworkServerControl();
    server.start(null);

Questo funziona. La seconda eventuale applicazione si accorge che il servizio è già attivo e, di fatto. Entrambe le applicazioni, invece, si connettono (la prima si connette al servizio che lei stessa ha creato, si intende!)

        Properties props = new java.util.Properties();
        Class.forName("org.apache.derby.jdbc.ClientDriver").newInstance();
        String nsURL="jdbc:derby://localhost:1527/sample;create=true";
        Connection conn = DriverManager.getConnection(nsURL, props);

Dove create=true sta a significare, se non c’è, crealo pure!

Il problema ora sarebbe che la prima applicazione termina alla fine della propria elaborazione. La seconda applicazione non trova più il servizio al quale era così affezionata e termina con rabbia. I casi son due… la prima applicazione dovrebbe aspettare che termini la seconda, oppure che il servizio girasse in una VM a parte. In questo caso… chi lo terminerebbe? Il sistema operativo? Inoltre, il db viene creato nella cartella da dove parte l’applicazione. Come specificare una diversa directory?

Ma questi sono dettagli. Il bello bello bello di tutto ciò è che si ha a disposizione un server Sql in meno di tre Mb di jar per un totale di quattro files.

KDE 4.1 & Kubuntu

Grandi cambiamenti, grandi aggiornamenti. Da settimane ricevo input più o meno generici su una certa superiorità di Ubuntu rispetto a Fedora. Anche da utenti che hanno storicamente sempre utilizzato la distribuzione comunity di {it:Red Hat}. Be’, a quanto pare Ubuntu ha effettivamente un sacco di belle cose, ed ho voluto provarlo ieri.

L’ho prima installato su VirtualBox sotto Windows Vista. 800 Mb scarsi di downloads, mezz’ora (anche meno!) di installazione ed avevo un Ubuntu perfettamente funzionante e performante! Anzi. Kubuntu, perché da amante della KDE ho installato la versione con la K davanti. Poi ho dato un paio di comandi trovati qui e dopo cinque minuti scarsi… KDE 4.0 era diventato KDE 4.1.

Viste le premesse, son corso a casa questa mattina con un CD masterizzato di fresco per installare anche sul mio PC di produzione, la fantastica miscela di bit! Peccato che… il vetusto (nemmeno molto!) masterizzatore avesse deciso di non leggere nemmeno più i CD. Capisco i DVD… ma nemmeno i CD. Ho provato con un Floppy, ma nemmeno quello. Niente di niente.

Scapicollo verso il più vicino centro commerciale e mi procuro per l’insana cifra di 32 euro un masterizzatore DVD di ultima generazione (un LG…) il quale s’è già fatto ripagare, dandomi tante soddisfazioni e pochi grattacapi, che al giorno d’oggi è già qualcosa.

Ok. Ho dovuto ripetere l’installazione tre volte.

La prima volta, come un cretino, ho messo la prima partizione di swap. E pare che grub non possa proprio installarsi su una partizione di swap! Ma perché, poi!?

Il secondo tentativo è semplicemente andato buca. Su 700 milioni di bytes, uno era guasto, si vede (e qui si dovrebbe incominciare ad accusare la LG, ma preferisco non arrogarmi delle pretese eccessive).

Il terzo tentativo era quello giusto: Kubuntu + KDE 4.0 è una bella cosa. Ma non bella quanto quella che si ottiene aggiornando (con quattro semplici passi descritti qui) Kubuntu a KDE 4.1.

A KDE 4.1 Snapshot with Kubuntu

A KDE 4.1 Snapshot with Kubuntu

Grafica sempre più curata, sempre più soft, sempre più performante. Sto usando lo stesso PC con la stessa configurazione da molti anni e, col crescere delle distribuzioni GNU/Linux non s’è mai appesantito. Anche vero che reinstallo da zero molto spesso. Tra l’altro ho i miei dati su un secondo HD e riavere il mio ambiente tale e quale a prima mi è costato dieci minuti di lavoro (provateci con windows!).

Ma cos’ha di bello Ubuntu, alla fine? Un paio di esempi:

andreag@andreag-desktop:~$ audacity
Il programma «audacity» non è attualmente installato. È possibile installarlo digitando:
sudo apt-get install audacity
bash: audacity: command not found

E già questo mi pare abbastanza chiaro… inoltre provate a scrivere sudo apt-get in e dare tab. in si auto-completerà in install. Proviamo ora a scrivere sudo apt-get install qt4- e dare tab… Apparirà la lista di tutti i pacchetti che iniziano per qt4-:

qt4-assistant qt4-demos qt4-designer qt4-dev-tools qt4-doc
    qt4-linguist qt4-qtconfig

A me non pare poco. Poi si vedrà! Per ora la facilità di installazione, di configurazione e di upgrade mi è parsa già ottima!

P.S. Ehm… ok, si pianta una volta su tre. Forse era un po’ prematuro… eppoi, non ho mai capito. Ma a cosa diavolo serve il menù in alto a destra? E perché mai dovrei Ridurre il desktop? Aiuto!

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