Articoli taggati Schifo

CONUS S.p.A.

Intendiamoci, io non ho niente contro questi qui della CONUS S.p.A.

Guarda, ho messo anche il link al loro sito, così Google lo indicizza meglio, che bravo. Auguro loro il meglio del business, in questi tempi di crisi, poi.

Una bici pericolosa

Una bici pericolosa

Sta di fatto che oggi andando in bicicletta verso casa, ho trovato non meno di otto macchine sulla pista ciclabile. La terza della fortunata serie di auto aveva un bell’adesivo della sopracitata ditta, e conteneva all’interno un tizio di 25 anni con la frangetta spavalda che leggeva qualcosa sul radiofono portatile. Naturalmente non ho perso occasione di fargli il segno internazionale dell’auto che intralcia la pista ciclabile, che consiste in un gesto del braccio che si muove come una pendola, tipo Totò. Nel timore non sentisse gli ho anche urlato: Hai parcheggiato sulla pista ciclabile!. Posso assicurare di non aver aggiunto epiteti di sorta. Mi sia testimone tutto il mercato del Mercoledì di Pordenone nonché il ciclista che avevo davanti.

Ma essere preso per uno che parcheggia sulla pista ciclabile non andava affatto bene al nostro amico (e questo nonostante il fatto che avesse parcheggiato sulla pista ciclabile dipinta di fresco!), il quale mi ha urlato addosso (sporto dal finestrino mentre io proseguivo lemme lemme la mia corsa in bici) strani fonemi fiscali. Poi, partito brum brum con la sua macchinina mi ha affiancato col finestrino abbassato e coprendomi minacciosamente di ingiurie. Al di là del fatto che affiancare una bicicletta con una macchina è di per sé una cosa spregevole (un po’ come il treno con i bufali), è quello che ha detto Frangetta che mi ha lasciato di stucco. Vedi di farti i cazzi tuoi, io stavo rispondendo al cellulare, come cazzo faccio se non mi fermo, vedi di farti (ripete nuovamente sempre più concitato per creare climax, NdR) una forchettata di cazzi tuoi. Qui fa il gesto internazionale della forchettata, che simula con due dita l’inversione dei poli di una spina.

Poi accelerando, svanì tra il traffico. Io non ho potuto far altro che alzare il pollice e rispondere grande capo!. Non m’è venuto altro. Hai poco da dirmi Eh ma potevi almeno…. Non m’è venuto nulla.

Bene, ma io ho il sito. E poiché il galantuomo, per la fretta, non mi ha dato modo di rispondere a tono, lo faccio in ritardo sperando che il mio malumore non gli provochi pruriti al cervello, già così sovraccarico di ansie. Lo faccio con un elenco puntato, che in html si dice <ol>:

  1. Io mi faccio sempre i cazzi miei, Frangetta. Infatti anche oggi mi son preoccupato nel dovermi buttare in mezzo alla strada nell’ora di punta (a dire il vero non c’era nessuno) per colpa dell’ennesimo sbadatello. Io t’ho solo informato del fatto, niente di personale. Non ce l’ho né con te, né con il tuo cellulofono. Ho invece qualcosa da ridire su come hai parcheggiato.
  2. Il fatto che tu, poverino dovessi rispondere al cellulare mi lascia del tutto indifferente. Questo, sì, è IL tuo, di problema! Per quanto mi riguarda, caro Frangetta, puoi rispondere anche mentre guidi a 180 in contromano sulla A4, basta che non parcheggi sulla pista ciclabile. Altri due problemi che hai, poi, sono la tua cafonaggine ed il tuo approccio immaturo ai problemi della vita. Risolvi questi due bachi e fai uscire una patch al più presto.
  3. La prossima volta che fai una cazzata, ricordati che stai usando una auto aziendale!
  4. Ricordati che io sono un essere inerme in bicicletta, mentre tu stai dentro al tuo pesante macinino che, tra l’altro, sta più o meno mandando in rovina il pianeta. Abbi rispetto per chi, invece, ha scelto di inquinare il meno possibile e di non appesantire il traffico cittadino. Ricorda sempre che la CO2 che non sto producendo io, non la stai respirando tu! Invece quella che hai prodotto tu sgommandomi davanti scappando come un codardo, l’ho respirata, indovina un po’… proprio io!

Spero di essere stato chiaro, caro dipendente della CONUS S.p.A.. Per farti chiarezza sulle leggi del nostro paese, riporto di seguito il pezzo di codice della strada che parla proprio di te, della tua auto e della mia pista ciclabile.

Art. 158. Divieto di fermata e di sosta dei veicoli

    La fermata e la sosta sono vietate:

  1. in corrispondenza o in prossimità dei passaggi a livello e sui binari di linee ferroviarie o tramviarie o così vicino ad essi da intralciare la marcia;
    1. nelle gallerie, nei sottovia, sotto i sovrapassaggi, sotto i fornici e i portici, salvo diversa segnalazione;
    2. sui dossi e nelle curve e, fuori dei centri abitati e sulle strade urbane di scorrimento. anche in loro prossimità;
    3. in prossimità e in corrispondenza di segnali stradali verticali e semaforici in modo da occultarne la vista, nonché in corrispondenza dei segnali orizzontali di preselezione e lungo le corsie di canalizzazione;
    4. fuori dei centri abitati, sulla corrispondenza e in prossimità delle aree di intersezione;
    5. nei centri abitati, sulla corrispondenza delle aree di intersezione e in prossimità delle stesse a meno di 5 metri dal prolungamento del bordo più vicino della carreggiata trasversale, salvo diversa segnalazione;
    6. sui passaggi pedonali e sui passaggi per ciclisti, nonché sulle piste ciclabili e agli sbocchi delle medesime;
    7. sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione.

La tua era una fermata e, se leggi bene al punto sei, non c’è scritto almenoché non ti suoni il cellulare all’improvviso! No no.

Mi dispiace, questa volta hai torto tu ed io ho ragione. Capita. Domani magari andrà esattamente all’opposto, ma non ti minaccerò insultandoti come hai fatto tu! E poi, lo dico per il tuo bene. Le bici son degli esseri mansueti, ma pur sempre di metallo. Conosco ciclisti che non ci pensano due volte prima di rigare sbadatamente un auto parcheggiata male.

Anche l’antimafia fa politica, parola di Marcello

ROMAL’Antimafia non è finita. C’è e ci sarà finché esiste la mafia ed è un bene. Credo, tuttavia, che, allo stato attuale, il rapporto tra costi e benefici sia assolutamente sproporzionato, soprattutto quando alcuni procuratori antimafia fanno politica. Lo afferma il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri a KlausCondicio replicando a Gian Carlo Caselli che aveva sostenuto l’impossibilità per i giudici di processare i politici collusi con la mafia.

È giusto — aggiunge — che l’Antimafia faccia il suo lavoro e si impegni. Certamente tra le tante richieste e accuse che ha lanciato, alcune sono finite nel nulla. Ad esempio, io ero certo dell’innocenza di Calogero Mannino. Antimafia sì, insomma, ma evitando di fare politica. Questo per me è un must. In un Paese civile deve essere così. Purtroppo spesso non lo è stato. Non solo l’Antimafia, quanto piuttosto i procuratori di Palermo hanno usato molto e a sproposito lo strumento dell’aggressione politica. Io me ne sento in assoluto una vittima.

Non ci sarebbe stata l’accusa nei miei confronti — conclude — se non ci fosse stata la grande affermazione di Forza Italia in Sicilia nel 1994.

da www.repubblica.it

Fondamentalmente a noi ci interessa

Che bello! Finalmente è iniziato il campionato di calcio Italiano!! Io in fondo non vedevo l’ora di poterne gioire. Così, con semplicità. Senza escandescenze. Come loro:

Nessuno allo stadioooo...

Nessuno allo stadioooo…

I tifosi del Napoli padroni del treno, poi incidenti all’Olimpico
Il convoglio è partito per ordine della prefettura tra le intemperanze dei supporter. Minacciati gli altri viaggiatori. Alcuni sono scesi, altri lo hanno fatto dopo che Trenitalia li ha invitati a “trovare altre soluzioni”. Quattro ferrovieri contusi. Disordini allo stadio di Roma, cancelli sfondati.

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