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AnnoZero, Report e CheTempoCheFa rischiano di non andare in onda
set 16
Pubblico una mail sulla libertà di stampa (ovvero… libertà di calunniare e spargere menzogne contro il Duce!).
- Contratto in ritardo per Fazio
- Mancanza di tutela legale per la Gabanelli (la Gabanelli non è dipendente RAI, senza la tutela legale da parte dell’azienda che manda in onda la trasmissione non potrebbe giornalisticamente sopravvivere)
- Contratto non rinnovato per Travaglio ad AnnoZero e conseguente rifiuto di Santoro ad andare in onda
AnnoZero dovrebbe partire il 24 settembre, gli spot Rai sono pronti ma stanno girando solo in internet e hanno scalato le classifiche dei più visti. In televisione: NIENTE!
Michele Santoro si è rivolto direttamente alla Rete lanciando un appello:
Mancano pochi giorni alla partenza e la televisione continua a non informare il pubblico sulla data d’inizio di AnnoZero. Perciò vi chiedo di inviare a tutti i vostri amici e contatti su Internet gli spot che abbiamo preparato a questo scopo e che non vengono trasmessi.Ecco i due spot pronti per essere mandati in onda: AnnoZero Prossimamente (spot-1) – AnnoZero ritorna il 24/09.
Ne avete mai sentito parlare?
Prima dell’estate l’associazione dei giornalisti tedeschi (DJV) ha conferito il premio per la libertà di stampa al giornalista italiano Marco Travaglio.
Il premio è stato istituito nel 2001 e viene assegnato ogni tre anni a giornalisti che si sono distinti per la difesa della libertà di stampa.
I precedenti vincitori sono stati il giornalista serbo Miroslav Filipovic, la giornalista russa Olga Kitowa. Filipovic ha ricevuto il premio per aver scoperto i crimini di guerra serbi in Kosovo, Kitowa è stata premiata per la sua difficile battaglia contro la corruzione in Russia.
Giustamente, come dice Travaglio stesso, se se ne fosse parlato non avrebbe avuto senso il premio.
Se volete firmale l’appello de
La Repubblicaper la libertà di stampa (ci sono ormai più di 300.000 firme) andate nella prima pagina del giornale oppre direttamente nella pagina delle firme
Afghanistan, 100 morti nei raid Usa. La Croce Rossa: Decine di civili uccisi
mag 6
KABUL — Il bilancio non è ancora chiaro. Quello che è certo è che nei raid aerei statunitensi nella provincia di Farah, nell’ovest dell’Afghanistan, hanno perso la vita numerosi civili. Una cifra esatta non c’è ancora ma, sia la Croce Rossa, sia la polizia locale, parlano di un centinaio di morti
tra cui molti civili. E una conferma arriva da alcune fonti locali (citate dal quotidiano britannico The Guardian) che hanno raccontato di camion carichi di cadaveri arrivati a Bala Baluk, capoluogo della provincia.La portavoce della Croce Rossa Jessica Barry ha riferito che alcuni componenti dell’organizzazione hanno visto case distrutte e decine di corpi:
C’erano donne e c’erano bambini uccisi. A quanto pare, stavano cercando riparo nelle case quando sono stati colpiti. Barry ha precisato che tra le vittime ci sono un volontario della Mezzaluna rossa afgana e 13 componenti della sua famiglia.Il governatore Rohul Amin ha detto che le vittime civili sono state causate dal fatto che i miliziani avevano trovato riparo nelle abitazioni che sono poi state bombardate:
E’ una zona sotto controllo dei talebani – ha detto – non siamo in grado di fare un bilancio ufficiale, ma ci sono stati morti tra i civili perché usavano abitazioni civili per nascondersi.Sulle vittime civili nella provincia di Farah è stata aperta un’indagine congiunta afgano-americana. Una delegazione composta da rappresentanti dell’Onu, dell’esercito statunitense e del ministero dell’Interno di Kabul si è recata nell’area dei raid. Le forze a guida americana hanno ammesso di essere state coinvolte in combattimenti e incursioni aeree nella zona, iniziati lunedì e proseguiti ieri.
Il presidente afgano Hamid Karzai, che oggi è a Washington per un vertice con il leader Usa Barack Obama e il capo dello Stato pachistano Asif Ali Zardari, ha definito il massacro
inaccettabile e ingiustificabile. A nome dell’amministrazione Obama, incontrando Karzai, si è espressa il segretario di Stato Hillary Clinton:Gli Usa sono dispiaciuti per le vittime civili e lavoreranno per evitareche si ripeta.
Tratto dal sito di la Repubblica
, 6 Maggio 2009
Herat, militari italiani sparano
mag 4
HERAT — Una bambina afgana di 13 anni è morta uccisa dai colpi di mitragliatore sparati da un blindato italiano di pattuglia nella zona occidentale dell’Afghanistan. Secondo l’Esercito, la macchina non si è fermata all’alt dei militari; secondo lo zio della bambina uccisa, al volante dell’auto, stamane pioveva molto in quella zona e se non si è fermato è perchè ha “visto le luci quando era troppo tardi”.
Viaggiavano per assistere ad un matrimonio. La famiglia di afghani stava andando ad Herat per assistere ad un matrimonio. Viaggiavano, lo zio, la bambina ed altre tre persone rimaste ferite, su una Toyota Corolla, una delle macchine maggiormente segnalate come possibili autobomba, lo stesso modello di auto sulla quale sedevano Nicola Calipari e la giornalista Giuliana Sgrena, quando una raffica partita da un blindato americano uccise il funzionario dei Servizi segreti ad un check point sulla strada per l’aeroporto di Bagdad, il 4 marzo 2005.
La ricostruzione dell’Esercito. Secondo la ricostruzione del generale Rosario Castellano, comandante del contingente, una pattuglia italiana composta da tre mezzi ha incrociato l’auto che procedeva in senso opposto alle 11 ora locale, a quattro chilometri a sud di Camp Arena, la base dove ha sede il comando regionale della zona ovest dell’Afghanistan. La pattuglia italiana ha adottato le procedure previste: avvertimento con la mano, con un grido, lampeggiando con gli abbaglianti, infine sparando colpi in aria. Ma la Corolla ha continuato a procedere a forte velocità verso la pattuglia italiana. Giunta a meno di dieci metri dal blindato italiano, il mitragliere ha fatto fuoco prima sul terreno poi contro la vettura.
“Non ho visto il blindato per colpa della pioggia”. Lo zio della bambina, Ahmad Wali, era alla guida del veicolo ed è rimasto ferito dai vetri infranti: “Pioveva e la visibilità era molto scarsa: all’improvviso, ho visto delle luci davanti a noi ed è apparso un convoglio di soldati stranieri”, ha detto Wali. “Quel che ho visto subito dopo è stato che la metà della faccia di mia nipote era scomparsa, che sua madre era ferita al petto e che il mio volto era macchiato di sangue a causa delle schegge”.
Le foto della macchina. Le foto diffuse dalle agenzie, mostrano il sedile posteriore della Corolla dove sedeva la bambina macchiato di sangue, ma soprattutto, mostrano il lunotto posteriore dell’auto infranto ed un foro sul montante del portellone posteriore come se il colpo fosse stato esploso quando la macchina aveva già superato il blindato. Il parabrezza anteriore della Corolla, per quanto è possibile vedere dalle immagini, sembra intero.
Inchiesta della Procura militare di Roma. I carabinieri di stanza ad Herat hanno inviato alla Procura militare di Roma, competente ad indagare su fatti che coinvolgono soldati italiani all’estero, un primo rapporto, mentre un’inchiesta è stata aperta anche dalla polizia afghana. Un’altra indagine vede coinvolti i carabinieri italiani e la polizia afghana: da valutare il racconto dei militari i rapporto ai colpi trovati sulla macchina e sulla sua posizione.
Bartolini: “Dobbiamo capire cos’è successo”. “Il generale Marco Bartolini, numero 2 della missione in Afghanistan, non si dà pace: “E’ la cosa più triste che potesse succedere. Noi siamo qui per il bene del popolo afghano. Questa tragedia non rovinerà i rapporti, non giudicate questo incidente come se fosse avvenuto a Roma, in questa zona siamo continuamente sotto attacco”.
“Hanno sparato ma non si sono fermati”. Ettore Rosato, parlamentare del Pd, stamane è atterrato nella provincia insieme ad una delegazione della Camera in visita in Afghanistan per incontrare le truppe e verificare gli investimenti nelle strutture civili finanziati dall’Italia. “Il generale Bertolini, capo di stato maggiore del comando internazionale Isaf in Afghanistan – riferisce Rosato – ha detto che la pattuglia di soldati non si è accorta di aver ferito alcuno. Ha incrociato la macchina, sparato e poi ha proseguito la marcia. I soldati non si sono fermati: forse è una consuetudine da seguire in casi del genere. Sta di fatto che la notizia della morte della bambina è arrivata parecchio tempo dopo al comando. Di certo, morti come queste fanno soffrire molto e allontanano il raggiungimento della pace. Posso testimoniare che grande importanza viene riservata dai nostri militari ai rapporti con i civili – ha detto Rosato – ma non possiamo dimenticare che qui in Afghanistan siamo in guerra”.
Il cordoglio di Frattini e La Russa. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha espresso il suo profondo dolore per il destino di vittime innocenti di una tragica situazione che, purtroppo, estremisti e terroristi hanno creato in quel Paese. “Dolore e rammarico” è stato espresso anche dal ministro della Difesa Ignazio La Russa.
Tratto dal sito di la Repubblica
, 4 Maggio 2009
CONUS S.p.A.
apr 29
Intendiamoci, io non ho niente contro questi qui della CONUS S.p.A.
Guarda, ho messo anche il link al loro sito, così Google lo indicizza meglio, che bravo. Auguro loro il meglio del business, in questi tempi di crisi, poi.
Sta di fatto che oggi andando in bicicletta verso casa, ho trovato non meno di otto macchine sulla pista ciclabile. La terza della fortunata serie di auto aveva un bell’adesivo della sopracitata ditta, e conteneva all’interno un tizio di 25 anni con la frangetta spavalda che leggeva qualcosa sul radiofono portatile. Naturalmente non ho perso occasione di fargli il segno internazionale dell’auto che intralcia la pista ciclabile, che consiste in un gesto del braccio che si muove come una pendola, tipo Totò. Nel timore non sentisse gli ho anche urlato: Hai parcheggiato sulla pista ciclabile!
. Posso assicurare di non aver aggiunto epiteti di sorta. Mi sia testimone tutto il mercato del Mercoledì di Pordenone nonché il ciclista che avevo davanti.
Ma essere preso per uno che parcheggia sulla pista ciclabile non andava affatto bene al nostro amico (e questo nonostante il fatto che avesse parcheggiato sulla pista ciclabile dipinta di fresco!), il quale mi ha urlato addosso (sporto dal finestrino mentre io proseguivo lemme lemme la mia corsa in bici) strani fonemi fiscali. Poi, partito brum brum con la sua macchinina mi ha affiancato col finestrino abbassato e coprendomi minacciosamente di ingiurie. Al di là del fatto che affiancare una bicicletta con una macchina è di per sé una cosa spregevole (un po’ come il treno con i bufali), è quello che ha detto Frangetta che mi ha lasciato di stucco. Vedi di farti i cazzi tuoi, io stavo rispondendo al cellulare, come cazzo faccio se non mi fermo, vedi di farti (ripete nuovamente sempre più concitato per creare climax, NdR) una forchettata di cazzi tuoi
. Qui fa il gesto internazionale della forchettata, che simula con due dita l’inversione dei poli di una spina.
Poi accelerando, svanì tra il traffico. Io non ho potuto far altro che alzare il pollice e rispondere grande capo!
. Non m’è venuto altro. Hai poco da dirmi Eh ma potevi almeno…
. Non m’è venuto nulla.
Bene, ma io ho il sito. E poiché il galantuomo, per la fretta, non mi ha dato modo di rispondere a tono, lo faccio in ritardo sperando che il mio malumore non gli provochi pruriti al cervello, già così sovraccarico di ansie. Lo faccio con un elenco puntato, che in html si dice <ol>:
- Io mi faccio sempre i cazzi miei, Frangetta. Infatti anche oggi mi son preoccupato nel dovermi buttare in mezzo alla strada nell’ora di punta (a dire il vero non c’era nessuno) per colpa dell’ennesimo sbadatello. Io t’ho solo informato del fatto, niente di personale. Non ce l’ho né con te, né con il tuo cellulofono. Ho invece qualcosa da ridire su come hai parcheggiato.
- Il fatto che tu, poverino dovessi rispondere al cellulare mi lascia del tutto indifferente. Questo, sì, è IL tuo, di problema! Per quanto mi riguarda, caro Frangetta, puoi rispondere anche mentre guidi a 180 in contromano sulla A4, basta che non parcheggi sulla pista ciclabile. Altri due problemi che hai, poi, sono la tua cafonaggine ed il tuo approccio immaturo ai problemi della vita. Risolvi questi due bachi e fai uscire una patch al più presto.
- La prossima volta che fai una cazzata, ricordati che stai usando una auto aziendale!
- Ricordati che io sono un essere inerme in bicicletta, mentre tu stai dentro al tuo pesante macinino che, tra l’altro, sta più o meno mandando in rovina il pianeta. Abbi rispetto per chi, invece, ha scelto di inquinare il meno possibile e di non appesantire il traffico cittadino. Ricorda sempre che la CO2 che non sto producendo io, non la stai respirando tu! Invece quella che hai prodotto tu sgommandomi davanti scappando come un codardo, l’ho respirata, indovina un po’… proprio io!
Spero di essere stato chiaro, caro dipendente della CONUS S.p.A.. Per farti chiarezza sulle leggi del nostro paese, riporto di seguito il pezzo di codice della strada che parla proprio di te, della tua auto e della mia pista ciclabile.
Art. 158. Divieto di fermata e di sosta dei veicoli
La fermata e la sosta sono vietate:
- in corrispondenza o in prossimità dei passaggi a livello e sui binari di linee ferroviarie o tramviarie o così vicino ad essi da intralciare la marcia;
- nelle gallerie, nei sottovia, sotto i sovrapassaggi, sotto i fornici e i portici, salvo diversa segnalazione;
- sui dossi e nelle curve e, fuori dei centri abitati e sulle strade urbane di scorrimento. anche in loro prossimità;
- in prossimità e in corrispondenza di segnali stradali verticali e semaforici in modo da occultarne la vista, nonché in corrispondenza dei segnali orizzontali di preselezione e lungo le corsie di canalizzazione;
- fuori dei centri abitati, sulla corrispondenza e in prossimità delle aree di intersezione;
- nei centri abitati, sulla corrispondenza delle aree di intersezione e in prossimità delle stesse a meno di 5 metri dal prolungamento del bordo più vicino della carreggiata trasversale, salvo diversa segnalazione;
- sui passaggi pedonali e sui passaggi per ciclisti, nonché sulle piste ciclabili e agli sbocchi delle medesime;
- sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione.
La tua era una fermata e, se leggi bene al punto sei, non c’è scritto almenoché non ti suoni il cellulare all’improvviso
! No no.
Mi dispiace, questa volta hai torto tu ed io ho ragione. Capita. Domani magari andrà esattamente all’opposto, ma non ti minaccerò insultandoti come hai fatto tu! E poi, lo dico per il tuo bene. Le bici son degli esseri mansueti, ma pur sempre di metallo. Conosco ciclisti che non ci pensano due volte prima di rigare sbadatamente un auto parcheggiata male.
Da gaspriz.it (E’ in edicola la prima uscita)
ago 22
Beccatevi questo! E’ in edicola la prima uscita!



