Ieri mattina ho avuto la pessima idea di aggiornare il mio Linux Mint 7 nuovo fiammante con un ancora più fiammante Linux Mint 8.
Le opzioni erano due: (a) aggiornare la mia distribuzione via apt-get, con un tool grafico (molto ben fatto), oppure (b) reinstallare tutto. Ho optato per la prima. Alle nove ho iniziato il processo e son andato al mercato.
Al mio ritorno ho trovato tutto piantato, ed il PC che non riusciva più a montare il File System. Non lo so perché, non mi intendo di computer, specialmente di computer che si rifiutano di far apparire cose colorate sullo schermo. Quando poi appaiono scritte bianche tipo-testo… ancora peggio!
Quindi… visto che la prima opzione aveva tradito le mie attese in modo così infantile, ho:
- messo su il cd di Linux Mint 7
- fatto un bel
tardella mia home - copiato il tar sul glorioso disco di rete Lacie
- scaricato l’ISO di Linux Mint 8
- masterizzato il file
- installato Mint 8
Fin qui, tutto bene. Ma, suvvia, siamo nell’era dei computer intelligenti, e, dopo tutto, avrei risparmiato un bel cd di plastica colorata con dentro il meglio dell’industria chimica, se solo avessi saputo come creare… una chiavetta USB bootable!
Ecco come si fa
Ci ho messo un po’ per capirlo. Sul web non è molto pubblicizzata la cosa. Cioè, lo è, ma in un sito che non si capisce molto bene da chi sia sponsorizzato.
La cosa è molto più semplice di come si pensi: c’è un tool nel repository ufficiale che si chiama usb-creator. Quindi:
sudo apt-get install usb-creator
A questo punto ho creato l’immagine iso dal cd che avevo masterizzato il giorno prima (questo perché nel frattempo… l’avevo cancellata!):
# è necessario fare un umount del cdrom per crearne l'immagine iso! andreag@linux:~$ mount | grep cd /dev/sr0 on /media/cdrom0 type iso9660 (ro,nosuid,nodev,utf8,user=andreag) andreag@linux:~$ umount /media/cdrom0 andreag@linux:~$ dd if=/dev/sr0 of=/tmp/cdimg1.iso
In realtà usb-creator poteva prendere l’immagine direttamente dal cd! Ma ho voluto comunque fare questo passo in più. Così, per complicarmi la vita.
Ok, dopo un paio di minuti avevo il mio bel /tmp/cdimg1.iso. Ho fatto girare usb-creator, ho selezionato il file ISO, ho selezionato il dispositivo usb da usare e l’ho formattato. Ho poi creato il disco di avvio.
In tre minuti la creazione era terminata. Ho tolto la chiavetta e l’ho messa sull’altro pc. L’avvio ha funzionato quasi immediatamente ed ha mostrato per alcuni minuti il logo pulsante di Mint. Poi più nulla! L’ho poi provato sul portatile dal quale scrivo, con lo stesso desolante risultato.
Finisce così la prima puntata di I tutorial che non funzionano
.
Alla prossima!
Grandi cambiamenti, grandi aggiornamenti. Da settimane ricevo input più o meno generici su una certa superiorità di Ubuntu rispetto a Fedora. Anche da utenti che hanno storicamente sempre utilizzato la distribuzione comunity di {it:Red Hat}. Be’, a quanto pare Ubuntu ha effettivamente un sacco di belle cose, ed ho voluto provarlo ieri.
L’ho prima installato su VirtualBox sotto Windows Vista. 800 Mb scarsi di downloads, mezz’ora (anche meno!) di installazione ed avevo un Ubuntu perfettamente funzionante e performante! Anzi. Kubuntu, perché da amante della KDE ho installato la versione con la K davanti. Poi ho dato un paio di comandi trovati qui e dopo cinque minuti scarsi… KDE 4.0 era diventato KDE 4.1.
Viste le premesse, son corso a casa questa mattina con un CD masterizzato di fresco per installare anche sul mio PC di produzione, la fantastica miscela di bit! Peccato che… il vetusto (nemmeno molto!) masterizzatore avesse deciso di non leggere nemmeno più i CD. Capisco i DVD… ma nemmeno i CD. Ho provato con un Floppy, ma nemmeno quello. Niente di niente.
Scapicollo verso il più vicino centro commerciale e mi procuro per l’insana cifra di 32 euro un masterizzatore DVD di ultima generazione (un LG…) il quale s’è già fatto ripagare, dandomi tante soddisfazioni e pochi grattacapi, che al giorno d’oggi è già qualcosa.
Ok. Ho dovuto ripetere l’installazione tre volte.
La prima volta, come un cretino, ho messo la prima partizione di swap. E pare che grub non possa proprio installarsi su una partizione di swap! Ma perché, poi!?
Il secondo tentativo è semplicemente andato buca. Su 700 milioni di bytes, uno era guasto, si vede (e qui si dovrebbe incominciare ad accusare la LG, ma preferisco non arrogarmi delle pretese eccessive).
Il terzo tentativo era quello giusto: Kubuntu + KDE 4.0 è una bella cosa. Ma non bella quanto quella che si ottiene aggiornando (con quattro semplici passi descritti qui) Kubuntu a KDE 4.1.
Grafica sempre più curata, sempre più soft, sempre più performante. Sto usando lo stesso PC con la stessa configurazione da molti anni e, col crescere delle distribuzioni GNU/Linux non s’è mai appesantito. Anche vero che reinstallo da zero molto spesso. Tra l’altro ho i miei dati su un secondo HD e riavere il mio ambiente tale e quale a prima mi è costato dieci minuti di lavoro (provateci con windows!).
Ma cos’ha di bello Ubuntu, alla fine? Un paio di esempi:
andreag@andreag-desktop:~$ audacity
Il programma «audacity» non è attualmente installato. È possibile installarlo digitando:
sudo apt-get install audacity
bash: audacity: command not found
E già questo mi pare abbastanza chiaro… inoltre provate a scrivere sudo apt-get in e dare tab.
si auto-completerà in in
. Proviamo ora a scrivere installsudo apt-get install qt4- e dare tab… Apparirà la lista di tutti i pacchetti che iniziano per qt4-:
qt4-assistant qt4-demos qt4-designer qt4-dev-tools qt4-doc
qt4-linguist qt4-qtconfig
A me non pare poco. Poi si vedrà! Per ora la facilità di installazione, di configurazione e di upgrade mi è parsa già ottima!
P.S. Ehm… ok, si pianta una volta su tre. Forse era un po’ prematuro… eppoi, non ho mai capito. Ma a cosa diavolo serve il menù in alto a destra? E perché mai dovrei Ridurre il desktop? Aiuto!
Qualche settimana fa scrivevo su yag, con più entusiasmo di oggi, un micro-post sull’inizio delle ferie.
Perché pare che iniziare le ferie sia meglio che finirle.
Sciocchezze. Mollezze cariche di vane aspettative.
Molto meglio è tornare al lavoro, la mente tesa a nuove esaltanti esperienze. Bugs Bughi irrisolti ancora da scovare, estirpare con la forza del veleno del bravo programmatore.
Eppure… son tornato dalle ferie con le mani ciompe. Ed ho tentato per l’ennesima volta di affrontare C++ come si deve, imbattendomi per l’ennesima volta nelle mille insidie di ambienti diversi. Chi arriva da Java non capisce perché minchia il codice scritto sotto GNU/Linux (o sotto il manuale di Bjarne Stroustrup…) non si compili sotto Windows. Abbasso C++, viva i linguaggi mutlipiattaforma. Anche perché così posso copiare gli esempi da un qualsivoglia libro senza diventare scemo. Anche perché, diciamocelo… Bjarne Stroustrup testava il suo codice su un Amiga valvolare incalmato con un C64.
Allora, come fare a farsi venir la voglia di passare altri undici mesi a sfornare centinaia di migliaia di righe di Java? Così? O così? O peggio… così?
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