Io me

A Pordenone c’è una casa, in via Friuli 5.

Io e mio fratello Michele abitiamo lì, da piccoli, con la mamma ed il papà. Io son uno di quei bambini che, all’inizio degli anni ottanta, passa i pomeriggi con la macchinetta rossa, a fare il giro della casa sul marciapiede. La mia più grande aspirazione è far le curve con la macchinetta. E prendere le curve giuste giuste per non finire sull’erba con le ruote. Sull’erba ci si va bene a piedi. E con la bici, poi.

Metà del cortile è ricoperto di ghiaia. Ed io vivo in questo triplice ambiente. Ghiaia, erba, cemento. Anzi, quadruplice, perché ci sono anche le rose. Misteriose creature che un disegno divino ha disposto in spazi geometrici delimitati da decorazioni di cemento.

Attorno alle rose c’è la terra, dentro la terra i vermi. I vermi mangiano la terra e fanno la cacca. Sempre terra è, ma a forma di belle cupoline tonde, coi ghirigori sopra. Io son lì che gioco sotto un melograno. Ogni tanto salgo sulla muretta e vado a vedere da vicino i fiori del melograno. I fiori del melograno mi hanno detto che sono velenosi, altrimenti li mangerei tutti.

Gioco anche in garage. In garage ci sono i ragni. Color ruggine, appallottolati in qualche angolo come se fossero lì da sempre. Ho sempre molta paura dei ragni, perché son imprevedibili, come consistenza. Non si capisce cosa abbiano in mente di essere. La cosa peggiore è immaginare quel sugo polposo dentro. Io non voglio neanche pensarci. Ma ho una mappa in testa. Le mie dita stiano lontane da certi angoli. Ma questi qui a volte cambiano posto. O se ne escono con qualche novità strana. Ed io aggiorno la mappa.

Ogni tanto ci sono i lego, in garage. Li nascondo io. E li torno a prendere dopo. Ho una pistola fatta coi lego. Rossa. Con il nastro adesivo nero attorno. Mio padre non vuol vedere pistole finte in casa. Ogni tanto nei lego ci si nascondono i ragni, ed allora è una brutta giornata.

Ma c’era anche la casa, specie in inverno. Dentro la casa ci sono dei mobili bellissimi. Sotto i mobili abitano i giocattoli. In sala da pranzo, soprattutto, tra le sedie, sotto il mobile grande. In cucina no, in cucina c’è la mamma che fa da mangiare, felice, non è un buon posto per farci stare i giocattoli.

E la coperta primaverile, di cotone pesante, con delle righe che tanto assomigliano a strade. Ci gioco con le macchinine, che tramano inseguimenti per non si sa quale crimine. Ho una macchinina gialla ed una dipinta di nero, le mie preferite. Poi una verde, che mi ha regalato il mio vicino di casa perché secondo me non gli piaceva.

 

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