Sto leggendo Guida al consumo critico, una lettura che consiglio veramente a tutti. Chi, cosa è perché dovreste evitare di comprare lo shampoo New Dimension per poter spendere un capitale da quelli dalla Lush
.
Peccato che il libro sia una ristampa dell’edizione del 2003 e che gli indici (è la prima volta che mi accade) non siano aggiornati. Cerchi l’Agfa, la trovi alla pagina 203 e poi scopri che alla pagina 203 c’è, chessò la Amadori.
Le sorprese ci sono. Ad esempio consigliano i prodotti di Casa Modena. Io l’ho sempre detto. La canzoncina fuori tempo della pubblicità premia.

Dresda, il giorno dopo.
Sto ascoltando, mentre lavoro, le lezioni di storia in podcast edita da Laterza (www.laterza.it).
Il rapimento Moro, il maxiprocesso. Il maxiprocesso, poi, l’avevo già ascoltato, ma il tipo che parla è troppo figo, una voce resa ancora più curiosa dal digitale.
Anche la puntata sui bombardamenti di San Lorenzo a Roma da parte degli alleati è stata molto interessante. Fantastici i riferimenti a Pippo, l’aereo che avvisava dell’arrivo dei bombardieri, personaggio presente nei racconti di tutta Italia. Fantatstici anche i racconti sul Pilota Negro (o italo-americano) E ritrovo alcune frasi che molti anni fa avevo sentito anche dai miei nonni.
— Nonna, ma, allora, chi è che bombardava? Chi è che vi faceva correre ai rifugi? Chi è che vi ha fatto ammalare di pleure? (Ok, la domanda non era proprio così)
— Me par… i fascisti…
— Ma non può essere! Perché mai dovevano bombardare?
— Alora… i tedeschi…
— Mi pare così strano.
— Alora… ah sì! Gli americani! I bombardava perché i era vegnui a salvarne!
Forse poi la nonna aveva cercato di includere anche i partigiani tra i possibili (improbabili) fautori di bombardamenti. Tutti questi discorsi poi finivano con eh, i ‘ga fat le loro porcherie tuti quanti. Me ricordo che ‘gavevo il lassiapassare dei fasisti nella tasca destra e quello dei partigiani nella tasca sinistra
… e così via.
Chiaro che in queste parole stia tutta l’assurdità della guerra e dei bombardamenti in particolare. L’idea di bombardare un popolo (e quando si bombarda si è sempre puntato sui civili) per liberarlo da una tirannia è una idea nata con l’aviazione. Di fatto la tesi di base è che, se tu sfinisci un popolo lo costringi a collaborare con te. Per sfinimento. Ma non sempre funziona.
La lezione mette poi in evidenza il fatto che l’Italia abbia dato un contributo ragionevolmente decisivo alle tecniche di bombardamento, essendo stata, tra l’altro, la prima nazione a compiere bombardamenti.
A proposito… anche io come Franci:
Non sapevo ancora dell’esistenza del sito www.voglioscendere.ilcannocchiale.it, che pubblica articoli di Marco Travaglio, Pino Corrias e Peter Gomez. Tornato dalle ferie in Croazia, durante le quali avevamo ascoltato giornalmente i podcast di Travaglio tratti dal blog di Beppe Grillo, mi son messo alla ricerca di qualche risorsa in più sull’odiato giornalista e mi ci sono imbattuto.
Molto ben fatto e molto ben organizzato.
Provate a immaginare le prime dieci cose da cui vorreste scendere all’istante per non farvi male, per esempio i tacchi della Brambilla, o i cactus di Berlusconi. Oppure provate a immaginare le dieci cose su cui vorreste salire almeno una volta per non sentirvi esclusi, per esempio l’aereo di Mastella, o la Beauty Farm di Fausto Bertinotti.
Noi non lo faremo per voi, ma lo faremo con voi. In forma di inchiostro, si capisce. Provando per quindici minuti al giorno, o dieci, o tre, a misurare l’esistente, dare un’occhiata all’ovvio, mettere in dubbio un alfabeto, smontare un conformismo, magari persino dare una notizia o semplificare una cosa complicata. Esplorare il contrario del contrario. Parlare bene di qualche politico che se lo merita, per esempio, e malissimo degli italiani che se lo meritano altrettanto. E poi: scendere dalla moto di Valentino Rossi, salire sulla berlina di Vincenzo Visco, tifare Gigi Riva, leggere Simenon, cucinare acciughe.
Mettersi in viaggio. Mettersi in gioco. Giocare. Provando tutti insieme a scendere dal panico che sale.
Pino Corrias, Peter Gomez, Marco Travaglio
Sorpresa sorpresina! Buona seconda metà del 2008 a tutti!
Come dicevo pochi minuti fa a me stesso… ok, il vecchio blog non è morto. Non ancora. Diciamo che è in baracca insieme al coso di legno a forma di uovo per rammendare i calzini, la trota fatta col corno di bue e le formule del nonno per vincere il totocalcio.
Il buon vecchio sito è a questo indirizzo: baracca.andreag.it
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