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Esther
The waves seemed to open and swallow her whole
As the doll pulled her down through the eerie green deep
And the sound of the laughing old man filled her ears
As she drifted away to a tranquil
And motionless sleepPhish
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Gasp!
Se niente importa
Le parole son più forti delle immagini?
Ho intravvisto chissà quante volte, in internet, sequenze di violenze sugli animali negli allevamenti intensivi. Eppure scattava sempre in me quella presa di distanza difensiva: “se così è, deve essere un’eccezione”. Perché vedere il video della “lavorazione” di un manzo o di un pollo, anche se provoca uno shock istantaneo, non dice molto di più al nostro cervello di quello che dice un film dell’orrore, una specie di violenza gratuita di serie B. Così mi son sempre girato dall’altra parte.Le parole no, hanno avuto un effetto diverso. Così quando ho iniziato a leggere “Se niente importa” di Jonathan Safran Foer (Guanda, 2010), le parole son entrate in me così a fondo da impedirmi di staccarmi dalla lettura per un giorno e mezzo
E sono parole che parlano di un allevamento intensivo che non è l’eccezione: è il 99.9% della carne che mangiamo. Son dati che arrivano dall’ONU, dall’OMS, da fonti governative USA. Son dati prudenti, e parlano di dieci miliardi di animali uccisi ogni anno nei soli Stati Uniti per farne cibo. Ovvero, nati per essere cibo. Nati cibo.
È un libro che consiglio a tutti gli indecisi ed a tutti quelli che non hanno mai deciso di decidersi. Anche a quelli che hanno già deciso di continuare a mangiare carne. È un libro che si legge con gli occhi sempre appannati. Le atrocità dell’allevamento intensivo son raccontate in modo asciutto ma partecipato, senza la retorica dell’estremista, senza la vaghezza del neofita convinto: Foer ha lavorato tre anni entrando anche abusivamente negli allevamenti intensivi, fornendo, tra l’altro, una bibliografia di 60 pagine.
È un libro, ma è anche un appello. Un appello per un vegetarianismo etico, ecologista, salutista.
Non c’è nessuna ragione per continuare a mangiare carne, ci sono trenta miliardi di ragioni all’anno per smettere.



Francesca 09:41 on 21 giugno 2010 Permalink
http://laverabestia.org/play.php?vid=2312
La macellazione senza stordimento, ma a sgozzamento viene ancora applicata