Ancora una volta sotto il tendone, popcorn e zucchero filato, musiche e spettacolo, alla ricerca – come se fosse necessario – di un altro momento di spensieratezza. Seduti irresponsabili e passivi.
Loro sono lì, ad un passo da noi. Da lontano non si vede, ma potessimo avvicinarci ci invaderebbe l’odore della tristezza del loro sguardo, della loro vita innaturale, carica di paura, fatica e sottomissione. I domatori lo sanno bene, per loro è un lavoro.
Lo spettacolo finisce e le maschere si sciolgono per il caldo dei riflettori. All’uscita, oltre alla glicemia alta e le orecchie impastate dal frastuono, rimane addosso solamente quell’ombra di tristezza. Ma il bambino ha sonno e piange. Dopo qualche minuto arriva il pensiero della cena e del week-end finito in sordina. Domani è lunedì e la ruota continua il suo stanco moto!

 

Siamo così abituati all’idea degli animali nel circo che abbiamo smesso di riflettere sulla sua origine colonialista, imperialista e specista. Gli animali esotici portati oggi a Fiume Veneto dal circo di Moira sono nientemeno che il frutto del secolare dominio dei forti verso i deboli, dei ricchi verso i poveri, del nord verso il sud, dell’uomo verso la natura.
Qualcuno ne ha preso coscienza, sono quelli che cercano il modo per gravare il meno possibile su un bilancio energetico (ed etico) in perenne deficit. Altri approfittano per consumare la parte risparmiata dai primi, continuando, tra l’altro, a finanziare (anche e soprattutto con soldi pubblici) i circhi equestri. Tutto ciò per tenere in vita usanze pruriginose ed artificiali, che al pari della caccia e della vivisezione, fanno bella mostra della faccia più scura della nostra superficialità. Un miliardo di persone al mondo soffre la fame. Niente panico, sono solo esseri umani.
Nel frattempo ci teniamo stretti i “nostri” cari animali, i nuovi schiavi del XX secolo. Di ogni razza e dimensione e colore. Dalle gabbie al piatto, dagli allevamenti/lager ai tavoli di tortura dei laboratori, dai roghi delle foreste alle carneficine negli oceani.
Fino a che punto riusciamo a chiudere gli occhi? Evidentemente è troppo presto per aprirli: dopo aver distrutto il loro habitat, dopo averli deportati, ammassati, dopo averne fatto pellicce e cibo scadente, dopo avergli iniettato nicotina e cancerogeni, vogliamo finalmente che ci facciano divertire un po’! Tutti al circo di Moira, a vedere la tigre bianca che salta nel cerchio e l’orso che balla!
Niente panico, sono solo animali.

 

Mentre i pensieri sulla cena ed il week-end finito in sordina ci assalgono, voltiamoci una volta verso il tendone e pensiamo agli animali nelle gabbie, come se fossero nostri fratelli e nostri figli.

 

Domenica le associazioni animaliste Animalisti FVG e LAV Onlus saranno davanti al circo Moira Orfei per una manifestazione pacifica di sensibilizzazione, per protestare in silenzio contro ogni sfruttamento degli animali.

Un circo più umano è possibile!

 

2 Responses to Niente panico, sono solo animali

  1. Jessie Cross ha detto:

    Ho sempre, sin da bambina, odiato il circo. I pagliacci sono pietosi e non mi hanno mai fatto ridere – sono tristi. E gli animali non sono dove dovrebbero essere – liberi. Nel ventunesimo secolo è avvilente che ciò esista ancora.

  2. Jessie Cross ha detto:

    Ho dimenticato di dire – Moira Orfei deve per forza essere persone malefica – ci guadagno sulla pelle degli animali.

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