L’uomo bianco è senza dubbio nervoso, frettoloso, irrequieto, instabile e (agli occhi dei popoli di colore) posseduto dalle idee più pazze, che nonostante le sue doti e la sua energia lo inducono generalmente a credersi un essere superiore.
Innumerevoli sono le infamie che ha commesso ai danni dei popoli di altri continenti, ma questo fatto ovviamente non serve di giustificazione per compiere nuove infamie; allo stesso modo in cui un singolo individuo non diventa migliore per il semplice fatto di essere in mezzo a una caterva di gente malvagia.
I primitivi temono gli assi visivi convergenti dell’europeo, che paiono guardarlo di malocchio
. Un capo tribù pueblos mi confidò di essersi persuaso che tutti gli americani (gli unici bianchi che egli conoscesse) fossero matti e nelle ragioni che addusse per motivare la sua convinzione si poteva senz’altro ravvisare la descrizione di ossessi.
Ebbene, noi siamo anche riusciti — per la prima volta dalla preistoria — ad assimilare pienamente in noi il carattere animato che possedeva in origine la natura. Non solo gli dèi si sono calati giù dalle loro sfere planetarie (o meglio sono stati trascinati in basso) trasformandosi in demoni ctoni, ma, sotto l’influsso della crescente informazione scientifica, anche le schiere di questi ultimi che ai tempi di Paracelso scorazzavano ancora lietamente su e giù per montagne, boschi, corsi d’acqua e nelle abitazioni degli uomini, si sono assottigliate miseramente fino a scomparire alla fine completamente.
Mentre da tempi immemorabili la natura era sempre stata animata, ora viviamo invece in una natura inanimata e priva di dèi. Nessuno potrà negare l’importanza che le potenze dell’anima umana, personificate negli dèi
hanno avuto in passato. Un semplice atto illuministico è bastato a eliminare gli spiriti della natura, ma non i fattori psichici corrispondenti, come per esempio la suggestionabilità, la mancanza di senso critico, il timore, la propensione alle superstizioni e ai pregiudizi, in breve tutte quelle ben note caratteristiche che rendono possibile la possessione. Se la natura è diventata inanimata, le condizioni psichiche che generano i demoni sono invece restate attive come sempre. I demoni non sono realmente scomparsi: hanno soltanto mutato aspetto. Ora sono diventati potenze psichiche inconsce.
Questo processo di riassorbimento è proceduto di pari passo con una crescente inflazione dell’Io, che si poté osservare abbastanza chiaramente a partire all’incirca dal sedicesimo secolo. Infine si incominciò persino a rendersi conto dell’esistenza della psiche, anzi a scoprire l’inconscio, il che — la storia ci insegna — costituì una faccenda particolarmente penosa.
Si credeva di avere ormai fatto piazza pulita di tutti i fantasmi, quando venne fuori che gli spettri si aggiravano, invece che nei ripostigli o tra le vecchie rovine, nelle teste di europei in apparenza normali. Si imposero idee tiranniche, ossessive, entusiastiche, abbacinanti e gli uomini intrapresero a credere alle cose più assurde, proprio come fanno gli ossessi.
C. G. Jung, Dopo la catastrofe
, 1945











