Me, al ristorante indiano
Personaggi:
- Il Morto
In un camposanto, ai giorni nostri.
La scena rappresenta un camposanto monumentale: statue, cappelle gentilizie, tombe ricche di ornamenti architettonici, fiori, piante, corone, cipressi, lampade accese, ecc. ecc.
Il Morto
tra sé: Il camposanto, sì, è bello, ma a lungo andare finisce per venire a noia.
(Sipario)
Personaggi:
- L’impiegato ingenuo
- Il capufficio timido
La scena rappresenta un ufficio. All’alzarsi del sipario, l’impiegato ingenuo arriva con un colossale ritardo. Il capufficio timido, furente,
non riesce a spicciar parola per la rabbia; tira fuori l’orologio e lo mette sotto gli occhi del ritardatario ingenuo.L’impiegato ingenuo
Oh, grazie, che bel regalo!
Il capufficio timido
non ha il coraggio di dire di no; così l’altro ci guadagna pure un orologio.
(Sipario)
Personaggi:
- Il Teologo
- Il Diavolo
Il Teologo
Ma dimmi, perché tu tenti gli uomini?
Il Diavolo
Perché tentar non nuoce.
(Sipario)
Sono sempre felice quando ascolto la radio e sento parlare di auto ecologiche. Sempre di più, sempre più spesso, risuonano questi spot letti con voce suadente e pulita:
— Xxxxx l’auto pulita
— Più verde in città
— Minori emissioni bla bla
— Le automobili verdi (Verdi? Ma vi ricordate la Benzina verde
? Avevano dovuto cambiarci nome in Benzina senza piombo
, perché si erano accorti che tanto verde poi non era… che poi è bello chiamare qualcosa con qualcosa che non ha, tipo… Andrea Gaspardo, l’uomo senza dita nel naso
. Ma cosa vuol dire??? Che poi le ho. Non sempre, però.)
Ben. Per non parlare, poi, dei titoli dei giornali: Scendono le emissioni di ciodue!
. Bizzarre fandonie. Ci trasformeremo in bipedi immondi di catrame e questi suonano garruli la tromba dell’ecologia.
Tuttavvia, perché le pubblicità parlano così tanto di emissioni? Perché una normativa del 2003 prevede che le pubblicità di auto debbano dichiarare ben in evidenza (e l’evidenza è un dato oggettivo, come sappiamo) le emissioni di CO2 prodotte dall’auto pubblicizzata. E le case automobilistiche prendono, come si suol dire, due piccioni con una fava. Dopo anni di illegalità (la normativa è del 2003, ma fino a qualche mese fa non se la cagava nessuno, come al solito), ora tutti sbandierano (tutti tranne i Suv, immagino) i dati assai confortanti riguardo l’ecologicità delle auto.
Uno, l’auto che voglio venderti è bella. Due, è ecologica. Tre, la tua Duna è da buttare (peccato, però) perché inquina come un catamarano, e compra la mia che così non chiudo le fabbriche. Tre-bis: la tua nuova auto sarà così ecologica, che dove passa lei brucheranno i cerbiatti, cagheranno i cinghiali.
Fosse anche sull’A4.
Ou. Non dico nulla, magari quelle nuove effettivamente sputano meno merda, per carità. Ma non parlatemi di auto ecologiche. Dell’ecologia non ve n’è mai fregato nulla, come dimostra il fatto che tra i primi motori a scoppio e quelli di adesso al massimo è cambiata la cuffia dello spinterogeno. E le nuove normative che facciamo così fatica ad applicare vengono fuori da quella spinta ecologica che si chiama Protocollo di Kyoto.
E poi, in fin dei conti, non è proprio proprio così vero. Le auto non sono mai state e non saranno mai ecologiche, e le emissioni di CO2 derivanti dagli scarichi (leggete qui) stanno aumentando del 7% nel giro di dieci anni.
Cani. Questi maledetti! Questi qui usano le parole contro le parole. E le parole diventano presto nemiche di sé stesse. E la parola ecologia perderà la sua spinta, ci dimenticheremo persino di averla mai usata ed amata. Ecologia… la odieremo, come in fondo odiamo le foche, che oggi ci ricordano soltanto le caramelle Golia alla menta (Io ne ho mangiate tante. Quante foche ho salvato? Ho vinto qualcosa? Un peluche di foca? Una foca vera? Ne ho salvate 10, ne voglio una! Un cucciolo. Lo aspetto con il bastone per farci finalmente un tappettino per il mio mouse di pelle di baffi di Dugongo).
Basta foche. Torniamo alla cagata delle macchine verdologiche. Facciamo così, allora (la mia è solo una proposta). Queste qui, queste auto ecologiche le mettiamo in parlamento, ad ossigenare i cervelli degli onorevoli colleghi senatori. Ci appoggiamo Il signore degli anelli o qualche copia del Codice Da Vinci a fracar l’acceleratore, ed aspettiamo a vedere cosa succede.
Ci sono anche le auto che piantano gli alberi, alla radio.
Ne piantano però un pochetti, non mi ricordo poi quanti (con i numeri sono un disastro più disastroso dei disastri quotidiani che mi disastrano la vita), dopo cominciano a dissecarli scaricandogli addosso le emissioni, non so.
La tua idea della macchina ad acceleratore a palla non è male, sai che mi han detto che le auto ad emissione merdologica fan ricrescere i capelli?
Gasp! 23:53 on 15 luglio 2009 Permalink
Era il ristorante indiano di Caorle, quando ancora si chiamava “Ristorante Indiano di Caorle”.
Buono per chi gli piace il pomodoro.
Qui sono in meditazione cross processing.
Gasp! 00:11 on 16 luglio 2009 Permalink
No, è stata quella volta che mi hanno mandato ad Hai Phong.
Gasp! 00:11 on 16 luglio 2009 Permalink
Avevi detto “indiano”.
Francesca 10:36 on 16 luglio 2009 Permalink
MHN???
Gasp! 18:27 on 16 luglio 2009 Permalink
Hai visto, tesoro, che sono girato dall’altra parte? Perché in effetti guardare all’inizio della foto non è il massimo. Bisogna guardare DOPO la foto, ho pensato.