Qualche settimana fa scrivevo su yag, con più entusiasmo di oggi, un micro-post sull’inizio delle ferie.
Perché pare che iniziare le ferie sia meglio che finirle.
Sciocchezze. Mollezze cariche di vane aspettative.
Molto meglio è tornare al lavoro, la mente tesa a nuove esaltanti esperienze. Bugs Bughi irrisolti ancora da scovare, estirpare con la forza del veleno del bravo programmatore.
Eppure… son tornato dalle ferie con le mani ciompe. Ed ho tentato per l’ennesima volta di affrontare C++ come si deve, imbattendomi per l’ennesima volta nelle mille insidie di ambienti diversi. Chi arriva da Java non capisce perché minchia il codice scritto sotto GNU/Linux (o sotto il manuale di Bjarne Stroustrup…) non si compili sotto Windows. Abbasso C++, viva i linguaggi mutlipiattaforma. Anche perché così posso copiare gli esempi da un qualsivoglia libro senza diventare scemo. Anche perché, diciamocelo… Bjarne Stroustrup testava il suo codice su un Amiga valvolare incalmato con un C64.
Allora, come fare a farsi venir la voglia di passare altri undici mesi a sfornare centinaia di migliaia di righe di Java? Così? O così? O peggio… così?










